
Le storie di DONNA_Lavorare senza fine: La storia di Donna, prigioniera del Dovere

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Lavorare senza fine: la storia di Donna prigioniera del Dovere
C’è un problema che affligge molte donne moderne, e che spesso viene ignorato fino a quando non è troppo tardi. Si chiama “la trappola del perfezionismo lavorativo”, e Donna, una manager di successo di 35 anni, ne è una vittima inconsapevole. Il suo impegno professionale l’ha resa ammirata e rispettata, ma allo stesso tempo le ha sottratto ciò che di più prezioso potrebbe avere: la libertà di vivere serenamente la sua vita.
L’Errore Tipico: Essere Prigioniere del Dovere
Donna, come molte donne brillanti e ambiziose, è incappata in un errore che spesso non si riconosce subito: confondere il successo professionale con la necessità di sacrificare ogni altro aspetto della vita. Fin dall’infanzia, ha imparato che il lavoro è un dovere che non si può trascurare, una responsabilità a cui si deve rispondere con dedizione assoluta. Questo la porta a lavorare incessantemente, senza mai concedersi il diritto di fermarsi e respirare.
Ecco dove risiede l’errore tipico: credere che solo attraverso il sacrificio estremo si possa raggiungere il successo. Il risultato? La sensazione di essere costantemente sotto pressione, intrappolata in una spirale di obblighi che sembrano non avere mai fine.
Il prezzo del Perfezionismo

Il perfezionismo di Donna, tipico di molte donne in carriera, è ciò che la tiene legata a questa visione rigida del lavoro. Ogni progetto deve essere perfetto, ogni email deve essere controllata più volte, e non c’è spazio per errori o imperfezioni. Questo atteggiamento non solo la fa sentire schiacciata dal peso delle sue responsabilità, ma alimenta un senso di colpa costante: anche quando dovrebbe prendersi una pausa, la sua mente è tormentata dal pensiero di non aver fatto abbastanza.
Questo ciclo porta a una conseguenza inevitabile: stanchezza cronica, ansia, insonnia. La vita personale scompare, sostituita da un costante bisogno di dimostrare di essere all’altezza, di mantenere il controllo.
L'alternativa che funziona: l'equilibrio tra vita e lavoro

C’è una via d’uscita, una soluzione che funziona bene in situazioni come questa: ritrovare l’equilibrio tra vita e lavoro. Molte donne, come Donna, sanno che è importante creare uno spazio per sé stesse, ma spesso non riescono a farlo nel modo giusto. Purtroppo, continuano a pensare che concedersi una pausa sia un segno di debolezza o di inefficienza, peggiorando ulteriormente la loro condizione.
Ecco dove entra in gioco una strategia più salutare. Riconoscere che il lavoro non è tutto, e che il benessere personale è fondamentale per un successo duraturo, è il primo passo. Se ci pensi, è come cercare di correre una maratona senza mai fermarsi a bere acqua: puoi continuare per un po’, ma alla fine ti esaurirai. Come affermava anche lo psicologo Carl Jung, “Chi guarda fuori sogna, chi guarda dentro si sveglia.” Il risveglio di Donna deve cominciare da una riflessione su se stessa, sui suoi limiti e sui suoi bisogni.
Un esempio di cambiamento: la chiave dell'equilibrio

Immagina Donna che decide di affrontare una giornata lavorativa in modo diverso.
Invece di immergersi subito in riunioni e scadenze, inizia la sua mattina con una breve passeggiata, si concede una colazione tranquilla e si prende qualche minuto per pianificare con calma.
Poi, durante la giornata, stabilisce dei momenti fissi per staccare, rispondere alle email solo in determinati orari e, soprattutto, delega le attività che non richiedono necessariamente la sua supervisione diretta. Questo non significa abbassare gli standard, ma imparare a gestire meglio il proprio tempo e le proprie energie.
Come quando si costruisce una casa: non si può costruire tutto da soli, e bisogna fidarsi di altre mani. Così è per Donna: costruire una vita equilibrata richiede di saper dire “no” e di riconoscere quando è il momento di prendersi cura di sé stessa.
I passi per uscire dalla spirale

Per ottenere un equilibrio reale e sostenibile tra il lavoro e la vita personale, Donna può:
Riconoscere il bisogno di aiuto: Delegare e affidarsi ai colleghi è un atto di fiducia e di saggezza.
Stabilire dei confini chiari: Imporre dei limiti alle ore di lavoro, evitando di portare i problemi lavorativi a casa.
Praticare il self-care: Dedica tempo al relax, all’esercizio fisico e agli hobby personali. La mente ha bisogno di ricaricarsi per essere più produttiva.
Imparare a dire “no”: Non tutto richiede il massimo sforzo o l’impegno personale. A volte, dire no è una forma di auto-protezione.
Rivedere le proprie priorità: Il lavoro è importante, ma non può essere l’unica cosa che definisce una persona.
Sintesi:
Proprio come Donna, anche tu potresti sentirti intrappolata nella spirale del perfezionismo e della dedizione totale al lavoro. Ma, così come Donna ha iniziato a riconoscere la necessità di cambiare, anche tu puoi compiere i primi passi verso un nuovo equilibrio tra vita personale e lavoro. Ricorda che il successo non deve derivare dal sacrificio di tutto il resto, e prendersi cura di sé è fondamentale per vivere una vita piena e soddisfacente.
Prova a mettere in pratica i passi suggeriti: delega quando possibile, imposta confini chiari, e concediti il tempo per ricaricare le energie. Riconosci che dire “no” non è una debolezza, ma un atto di protezione verso te stessa e il tuo benessere. Ogni piccolo cambiamento può aiutarti a trasformare il lavoro in uno strumento di realizzazione, anziché in una prigione.
COME TI SENTI?
Quando ti trovi ad affrontare queste situazioni, pensa a come potresti migliorare il tuo equilibrio.
“Quando mi prendo cura di me stessa è come se…” – completa questa frase in base a come ti senti dopo aver applicato questi piccoli, ma preziosi cambiamenti.
Quando mi prendo cura di me stessa è come se...
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Mi interessa sapere come va e se hai riflessioni o pensieri che desideri condividere.
Con affetto,
Barbara









